Bentornate e bentornati a tutte e a tutti quanti voi, amiche e amici di ‘A un cucchiaio dal mondo’. Oggi, vorremmo portarvi con noi alla scoperta di una delle gemme più preziose del Parco Nazionale del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni: Santa Maria di Castellabate, un borgo che si distingue per l’essere sintesi perfetta tra architettura e natura, lussureggianti paesaggi collinari e vibranti scenari marini che sapranno conquistarvi già al primo sguardo.


Ma, prima di avventurarci fra le deliziose calli di questo sorprendente borgo, vorremmo invitarvi a prendervi del tempo per iscrivervi al blog per non perdervi neanche una delle nostre prossime avventure alla scoperta di questo nostro vasto e meraviglioso mondo.

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A un cucchiaio dal mondo - Santa Maria di Castellabate

Santa Maria di Castellabate – Un po’ di storia

Ai piedi del Colle Sant’Angelo, sorge uno dei borghi più belli del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: Santa Maria di Castellabate, la maggiore delle frazioni del comune di Castellabate – patrimonio UNESCO dal 1998 celebrato dall’altrettanto celeberrima pellicola del 2010, per la regia di Luca Miniero, ‘Benvenuti al Sud’ – ubicata fra le frazioni Lago, che confina col comune di Agropoli, e San Marco.

La storia di questo borgo marinaro è indissolubilmente legata a quella del borgo di cui è frazione, Castellabate, il cui toponimo si origina dalla presenza, sul suo territorio, del celebre Castello dell’Abate, fondato nel 1123 dall’Abate Costabile.

Anticamente nota per il suo porto, considerato “tra i più sicuri della costa”, Santa Maria divenne presto il fulcro degli scambi commerciali di tutto il Cilento: dal porto delle Gatte, anticamente noto col nome di ‘Lu Traviersu’, partivano imbarcazioni cariche di olio d’oliva, vino e grano dirette verso i porti di Napoli, Cava de’ Tirreni e del’intero bacino Mediterraneo.

Santa Maria di Castellabate è riuscita in un miracolo raro: trasformarsi da antico borgo di pescatori a perla del turismo d’élite, senza, però, mai perdere quell’autenticità salmastra che, ieri come oggi, rapisce chiunque vi posi lo sguardo.

Il nostro arrivo a Santa Maria di Castellabate e Corso Matarazzo

Posteggiata la nostra auto all’ombra dell’immenso ulivo che si staglia sornione al centro del parcheggio di Villa Matarazzo (Geotag qui sopra 👆🏽), ci dirigiamo, a passi lenti e stretti, verso l’imbocco di Corso Matarazzo, muovendo continuamente lo sguardo in ogni direzione, abbacinati dalla vivacità dei negozi e delle botteghe che, quand’è state, brulicano di vita come popolosi alveari.

Piazza Lucia e la terrazza dei caduti del mare

Quello che prende il nome di Corso Senatore Andrea Matarazzo è una via pedonale che collega l’ingresso nord di Santa Maria al centro cittadino, che corrisponde, topograficamente,l a Piazza Lucia, dalla quale si propaga la cosiddetta terrazza dei Caduti del Mare, la quale offre uno scorcio mozzafiato sullo storico Santuario di Santa Maria a Mare (foto 👉🏻)

Il Santuario di Santa Maria a Mare

Dalla terrazza dei caduti del mare, se si rivolge lo sguardo a ovest, appena al di sopra della lina dell’orizzonte, spicca, a solleticare il cielo, il campanile del Santuario di Santa Maria a Mare.

Anticamente denominata Santa Maria presso il lido del mare, se ne hanno notizie già nel 1102, in un tempo addirittura antecedente alla fondazione del primo insediamento abitativo della frazione. Nell’agosto del 1826 iniziarono i lavori edificazione di questo tempio cristiano ad opera delle famiglie della cominutà che se ne assunsero l’onere.

La decisione di dedicare la chiesa a Santa Maria a Mare fu presa in merito al fatto che gran parte di queste famiglie provenissero da Maiori, dove ferve il culto della Santa. I lavori di edificazione eterminarono nel 1836, quando la nuova chiesa fu finalmente benedetta.

Chiusa al culto nel 1985 a causa del terremoto, fu riaperta soltanto nel 1990. Nel 2007, la chiesa è stata consacrata a Santuario Mariano e ogni 15 agosto viene celebrata la festività cittadina e la statua di Santa Maria a Mare viene portata in processione per poi essere restituita al Santuario e riposta nella nicchia che la custodisce.

A un cucchiaio dal mondo - Santa Maria di Casstellabate - Veduta dalla terrazza dei caduti di guerra

La Spiaggia di Marina Piccola

Dopo una breve sosta in una delle botteghe artigiane che costeggiano Corso Matarazzo per la sua intera lunghezza, dove abbiamo acquistato qualche deliziosa scultura in legno che avrebbe arricchito e impreziosito la nostra collezione di souvenir dalle nostre scappatelle, procediamo solennemente verso la spiaggia di Marina Piccola per concederci un quello che poi sarebbe stato uno dei nostri primi bagni al mare per questo 2026.

Lunga circa 200 metri e situata nel cuore del centro storico del borgo, con case e ristoranti a pochi passi dall’arenile, sabbia fine e dorata, e acque limpide e turchesi in cui immergersi per esorcizzare il caldo estivo, la spiaggia di Marina Piccola è forse un delle spiagge più celebri e celebrate della costiera cilentana.

Santa Maria di Castellabate – La Torre Perrotti

Dalla spiaggia di Marina Piccola, proseguendo verso sud e seguendo il regolare andamento del lungomare Perrotti, che rappresenta, a sua volta, il naturale prosieguo di Corso Matarazzo, ci si imbatte in uno degli edifici più belli del borgo di Santa Maria di Castellabate.

La Torre Perrotti è un imponente edificio risalente ai primi decenni del XVI secolo, la cui funzione originaria era quella di proteggere il borgo dai pericoli che avrebbero potuto giungere dal mare.

Conosciuta anticamente anche come torre ubi dicitur la Pagliarola e torre marittima constructa, dopo il declino della famiglia sanseverino, che per prima ne fu proprietaria, è passata nelle mani di altre famiglie nobiliari, fino a quando, sempre nel XVI secolo, venne ristrutturata e ampliata con una nuova struttura tronco-piramidale e un troniere destinato all’artiglieria.

Dopo l’assalto dei turchi del 1625, che la attaccarono dal mare per poi saccheggiarla, la torre venne nuovamente ricostruita e resa ancora più imponente. Dal 1820 è proprietà della famiglia Perrotti, che ne avviò un nuovo restauro per armonizzarla al palazzo nobiliare annesso.

Cosa e dove mangiare a Santa Maria di Castellabate

La prima cosa su cui il pensiero si sofferma quando è caldo e si iniziano ad avvertire i primi rantoli provenienti dal nostro stomaco affamato è quella di concedere le proprie labbra a un bel gelato.

Ma non un semplice gelato: stiamo parlando del gelato del ‘baffo’, naturalmente (foto a destra 👉🏼)

La ‘Gelateria Baffo‘ apre nel 1971 e da allora è garanzia di un gelato artigianale in grado di soddisfare anche i palati più esperti ed esigenti. Il signature flavour è, e spero ci perdoniate questa ridondanza, seppur necessaria, ‘Baffo’, un gelato base custard (crema pasticcera) variegato al pan di spagna bagnato nell’Alchermes. Un gelato che sa del buono d icasa, autentico e confortevole.

Se, invece, è una buona cucina di pesce quella di cui siete alla ricerca, allora i posti che fanno per voi sono sicuramente i ristoranti ‘Arlecchino‘ , ‘Lo sparviero‘ – entrambi che affacciano sulla spiaggia di Marina Piccola – e ‘Le Gatte‘, che oggi occupa i locali una volta destinati alla conservazioni delle merci, in particolar modo paglia e farina, che, dall’omonimo porto – delle Gatte, appunto -, prendevano il largo verso i porti di Napoli, Cava de’ Tirreni e del Mediterraneo tutto.

Per gli appetiti forti, invece, la destinazione da scegliere è il ristorante ‘Da Nello – Pasta e pizza‘: cucina di casa, porzioni abbondanti e un’atmosfera godereccia e familiare.

Santa Maria di Castellabate – La festa del pescato di paranza

Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, quando le temperature iniziano a salire e gli indumenti a diventar sempre più leggeri, i giardini di Villa Matarazzo si animano del clamore prodotto da espsoitori e avventori che si riuniscono nelle celebrazioni della ‘Festa del pescato di paranza‘ che, per questa edizione 2026, ha avuto luogo dal 31 maggio al 2 giugno 2026.

Il nostro Gaetano era da un po’ che voleva andarci e, finalmente, quest’anno, è riuscito a fare in modo di potervi presenziare in compagnia del suo buon amico Giovanni.

Prima, però, di raccontarvi della festa, menzione d’onore p roservata alla venue che, da quindici anni, ormai, ospita la kermesse di punta dell’estate del borgo di Santa Maria di Castellabate.

Oggi adibita a museo dedicato ai campioni del calcio, Villa Matarazzo fu costuita nell’800 e ordita come residenza estiva del conte Francesco Matarazzo. Al suo interno è ancora possibile posare lo sguardo su una bellissima statua in bronzo ritraente Costabile Matarazzo, il figlio del conte, unitamente a una straordinaria raccolta di cartine geografiche una volta appartenute al conte e usate nei suoi viaggi, saoni e vecchie stalle.

Tornando alla festa, giunta alla sua quindicesima edizione, tiene fede all’antica tradizione marinara del borgo. Organizzata dall’associazione ‘Punta Tresino‘, la kermesse vede il pesce protagonista di una serie di preparazioni che vanno da un antipasto a base di sottoli di mare (ciacianielli, alici, salmone, tonno e baccalà accompagnati da crackers), spaghetti alla colatura di alici, zeppole di alici, frittura di paranza, per poi passare a montanare fritte e panuozzi, con anche un menù riservato agli intolleranti al glutine.

Se in coppia, con circa €30.00, da cambiare in sagrini, la valuta della festa, è possibile provare gran parte di queste preparazioni, unitamente ai dolci tipici della tradizione cilentana, come la zita, un pan di spagna soffice tagliato in cubotti cosparsi di una ricca glassa allo zucchero – il cosiddetto ‘naspro‘, nel dialetto locale – sovrastata da una ciliegia candita.

La festa è adatta praticamente a tutti, con concerti dal vivo, giostre per i più piccoli ed espositori di prodotti tipici provenienti da ogni parte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.


Conclusioni

Giunge così al termine la nostra visita al borgo di Santa Maria di Castellabate e alla festa del pescato di paranza.

Nella speranza che questo questo viaggio alla scoperta di quello che, a nostro modestissimo parere, rappresenta uno dei borghi più belli della costiera cilentana vi abbia entusiasmati almeno tanto quanto ha entusiasmato noi nello scriverlo, vi invitiamo a scriverci nei commenti le vostre impresioni e se avete intenzione di far visita anche voi il borgo.

Non dimenticate, poi, di iscrivervi al blog per non perdervi neanche una delle nostre prossime avventure in giro per questo nostro vasto e meraviglioso mondo.

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