Sei lla ricerca di un angolo fresco di mondo nel mese di agosto? Parti con noi alla volta del Parco Nazionale del Pollino, in questo itinerario tra boschi millenari alla scoperta dei leggendari pini loricati e del rito del caciocavallo impiccato.


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Significherebbe il mondo per noi.



Quando l’afa delle coste diventa insopportabile e le spiagge assomigliano a un alveare in subbuglio, la soluzione è salire di quota.

Nel cuore dell’Appennino meridionale, a cavallo tra Basilicata e Calabria, si estende il Parco Nazionale del Pollino, un regno selvaggio fatto di altipiani sconfinati, vette che sfiorano i duemila metri e alberi secolari che sembrano sculture monumentali.

In questo viaggio, io e Teresa ti portiamo a respirare l’aria frizzante delle alte quote, a camminare al cospetto dei leggendari pini loricati e a scaldarti la sera attorno al fuoco per vivere un rito gastronomico ancestrale: il caciocavallo impiccato sulla brace.

A un cucchiaio dal mondo - Parco nazionale del Pollino

Cool-cationing al Parco nazionale del Pollino 🏔️

Prendi una mappa dell’Italia e punta il dito sul confine esatto in cui la Basilicata stringe la mano alla Calabria. È lì che la natura ha deciso di fare le cose in grande, sollevando una muraglia di pietra e boschi fitissimi che spezza il fiato.

Il Parco Nazionale del Pollino è il rimedio definitivo all’agosto salmastro e cittadino.

Qui l’asfalto rovente lascia il posto al tappeto di aghi di pino, il vocio degli stabilimenti balneari viene azzerato dal fruscio del vento tra le fronde e la sera, quando a valle si soffoca, in quota la temperatura crolla al punto da rendere indispensabile una felpa pesante o un giubbino antivento.

È il fascino del Cool-cationing vissuto al Sud: un’esperienza ruvida, rigenerante e profondamente autentica.

Come arrivare al Parco nazionale del Pollino 🚗

Il Pollino è vastissimo e quasi privo di grandi centri urbani, il che lo rende un paradiso per chi ama guidare su strade di montagna poco frequentate.

  • In Auto (Autostrada A2 del Mediterraneo):
    • Da Nord (Napoli/Salerno): Imbocca la A2 verso sud. L’uscita strategica per iniziare l’itinerario è Lauria Sud, da cui ti innesterai sulla SS19 e poi sulla SP137 salendo dritti verso Rotonda, sede del parco e porta d’accesso ideale per l’alta quota.
    • Da Sud (Calabria): Percorrendo la A2 verso nord, l’uscita di riferimento è Campotenese. Appena varcato lo svincolo, ti ritroverai immerso in un vasto altopiano carsico a oltre 1.000 metri di altitudine, circondato da montagne maestose.
  • Muoversi all’interno del Parco: L’auto è indispensabile per spostarsi tra i vari versanti e raggiungere i punti di partenza dei sentieri (i “piani”). Assicurati solo di avere il serbatoio pieno prima di salire in quota: i distributori all’interno dell’area protetta sono rari.
A un cucchiaio dal mondo - Parco nazionale del Pollino

Si parte alla volta del Parco Nazionale del Pollino 🥾

A un cucchiaio dal mondo - Parco nazionale del Pollino - Rotonda

Abbiamo studiato un percorso che ti permetterà di toccare con mano l’anima di questa montagna, partendo dai borghi accoglienti della valle fino al cospetto di quelli che potremmo tranquiillamente definire dei veri e propri monumenti arborei dell’Appennino.

Rotonda e il cuore del Parco 🏕️

Inizia il tuo viaggio a Rotonda (figura a sinistra), grazioso borgo abbarbicato su una collina che domina la Valle del Mercure.

È il luogo ideale dove fare base, raccogliere mappe e informazioni alle guide ufficiali del parco e passeggiare tra i vicoli di pietra del centro storico.

L’atmosfera qui è serena, i ritmi sono quelli lenti della vita di paese e l’aria comincia già a farsi frizzante a metà pomeriggio.

Colle Impiso e i piani del Pollino: la terra dei pini loricati 🌲

Di buon mattino, sali in auto verso Colle Impiso (1.573 metri), il punto di partenza principale per le escursioni d’alta quota. Da qui parte uno dei trekking più emozionanti d’Italia. Camminando tra faggete secolari e attraversando i vasti altipiani di Piano Ruggio e Piano di Pollino, salirai verso le creste di Serra di Crispo o Serra del Prete.

È qui, a quasi duemila metri di altezza, abbarbicato direttamente sulla roccia nuda e sferzato dalle intemperie, che vive il Pino Loricato (Pinus heldreichii). Con la sua corteccia a placche che ricorda l’armatura di un antico guerriero romano (la lorica), questo albero millenario è il simbolo indiscusso del parco. Rimanere in silenzio al cospetto di questi giganti contorti dal vento, mentre sotto di te si spazia dal Mar Tirreno allo Jonio, è un’emozione che ripaga di ogni fatica.

A un cucchiaio dal mondo - Parco nazionale del Pollino
A un cucchiaio dal mondo - Parco Nazionale del Pollino

San Severino Lucano e il Bosco Magnano 🌳

Scendendo verso il versante lucano del parco, fai tappa a San Severino Lucano e addentrati nel Bosco Magnano.

Qui l’acqua è la vera protagonista: il fiume Peschiera scorre limpido e gelido sotto una volta verdissima di faggi e cerri.

È il luogo perfetto per una passeggiata rigenerante all’ombra totalizzante degli alberi, ascoltando lo scorrere del ruscello e godendosi un microclima fresco persino nelle ore più calde di metà agosto.

Alla scoperta dei sapori del Parco nazionale del Pollino 🌶️

Dopo una giornata trascorsa a camminare tra le creste, quando il sole cala dietro le montagne e l’aria di montagna fa sentire il suo morso gelido, la cucina del Parco nazionale del Pollino si rivela per quello che è: un abbraccio caloroso, primordiale e generoso.

A un cucchiaio dal mondo - Parco nazionale del Pollino - Il rito del caciocavallo impiccato

Il rito del caciocavallo impiccato 🧀

Non è una semplice cena, è una vera e propria cerimonia pastorale. Una forma intera di caciocavallo podolico viene appesa a una catena direttamente sopra i tizzoni ardenti di un braciere a legna.

A mano a mano che il calore scioglie la crosta esterna, il casaro fonde il formaggio dorato con una lama e lo spalma generosamente su una fetta di pane casereccio bruscato sulla gratella.

Il contrasto tra la croccantezza del pane e la cremosità sapida, affumicata e filante del caciocavallo è un’esperienza da estasi sensoriale.

I peperoni cruschi (“Zafaran Pestat”) 🌶️

Impossibile alzarsi da tavola senza aver assaggiato i celebri peperoni rossi dolci essiccati al sole e poi fritti per pochissimi secondi nell’olio bollente.

Diventano croccanti come patatine (da cui il termine cruschi) e sprigionano un aroma dolce e affumicato inconfondibile.

Il fagiolo poverello bianco di Rotonda DOP 🫘

Coltivato tradizionalmente nelle campagne del borgo, è un fagiolo piccolo, candidissimo e senza macchie.

La sua buccia sottilissima lo rende cremoso in cottura: gustato in una zuppa bollente con erbe spontanee o semplicemente condito con un filo d’olio extravergine locale, è il cibo perfetto per recuperare le energie.


Conclusioni 👋🏽

Il Parco nazionale del Pollino ti insegna che la montagna d’estate non è un ripiego, ma una scelta di libertà. È il lusso di non dover cercare l’ombra perché l’ombra te la regalano gli alberi, di non dover accendere l’aria condizionata perché ci pensa il vento delle creste e di riscoprire il valore della condivisione attorno a un fuoco, mentre l’odore del legno arso si mescola a quello del formaggio fuso.

Tu hai mai provato l’emozione di una “Cool-cationing” tra le vette del Sud Italia? Sei più tip* da trekking impegnativo sui sentieri dei pini loricati o ti vedresti già sedut* accanto al braciere ad aspettare la tua fetta di caciocavallo impiccato?

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