In fuga dall’afa estiva? Sali a bordo del Trenino del Renon, alla scoperta di un itinerario panoramico tra carrozze d’epoca, viste sulle Dolomiti e sapori altoatesini.
Prima di farlo, però, come al solito, prenditi qualche secondo per iscriverti al blog per non perdere neanche una delle nostre prossima avventure in giro per questo nostro vasto e meraviglioso mondo.
Significherebbe il mondo, per noi.
Se l’asfalto rovente e le spiagge affollate di agosto ti fanno sognare un rifugio ad alta quota, abbiamo la destinazione perfetta per te.
Dimentica l’auto e preparati a un viaggio dove il mezzo di trasporto è già di per sé la meta.
In questo episodio di Binari&Bocconi, io e Teresa ti portiamo sull’Altopiano del Renon, a bordo di un trenino storico con carrozze in legno che sferraglia dolcemente davanti al panorama maestoso delle Dolomiti.
Un itinerario che profuma di pino mugo, aria frizzante e burro fuso, dove il tempo si adegua ai tirmi lenti del paesaggio alpino.

Tutti a bordo del Trenino del Renon 🚂
Il fischio acuto della locomotiva, il legno lucido delle carrozze d’epoca e il finestrino rigorosamente abbassato per far entrare l’aria pura e pungente della montagna.
Salire a bordo del Trenino del Renon non è solo un modo per spostarsi; è un vero e proprio atto di ribellione contro la frenesia estiva.
Mentre l’Italia intera si accalca sotto gli ombrelloni, qui, a mille metri d’altitudine sopra la conca di Bolzano, si respira a pieni polmoni.
Abbiamo progettato questo itinerario per chi ama viaggiare con lentezza, per chi si emoziona davanti alla sagoma frastagliata dello Sciliar e per chi sa che, dopo una bella passeggiata nel bosco, non c’è niente di meglio di un piatto caldo servito in una Stube di legno.
Come raggiungere il Trenino del Renon 🚠
Il bello di questo viaggio è che l’automobile puoi (e devi) dimenticarla a valle. La logistica di questo itinerario è un inno alla mobilità dolce ed efficiente dell’Alto Adige.
- Arrivare a Bolzano: che tu decida di percorrere l’Autostrada A22 (del Brennero) o di arrivare comodamente con un treno ad alta velocità da sud, la tua bussola deve puntare sul capoluogo altoatesino.
- La funivia del Renon (L’Ascesa): dal centro di Bolzano (a pochi passi dalla stazione ferroviaria), non dovrai fare altro che salire sulla spettacolare funivia del Renon (figura a destra). Le cabine partono ogni 4 minuti e, in appena 12 minuti di volo panoramico sospeso sui vigneti, ti catapulteranno ai 1.221 metri di Soprabolzano, con uno sbalzo termico che ti farà benedire la decisione di aver portato un maglioncino.
- Il Trenino (La Meta): uscit* dalla stazione della funivia a Soprabolzano, troverai ad attenderti sui binari proprio lui: il trenino storico a scartamento ridotto, pronto a portarti fino a Collalbo.


Un fantastico itinerario tra fermate tra i boschi e lo Sciliar 🌲
Il tracciato del trenino è lungo poco meno di 7 chilometri, ma la bellezza di questo viaggio sta nello scendere, esplorare e poi risalire sulla carrozza successiva (passa un treno ogni mezz’ora).
Soprabolzano (Oberbozen) e l’inizio della magia 🏔️
L’aria qui è diversa, leggera e profumata di resina. Prima di salire a bordo, concediti una passeggiata per le vie del paese.
Ammira le eleganti dimore di villeggiatura costruite nell’Ottocento dai ricchi borghesi bolzanini, che già all’epoca avevano capito il lusso di fuggire dall’afa cittadina.
Quando senti il fischio in stazione, preparati: scegli un posto vicino al finestrino sul lato destro della carrozza per goderti, sin dai primi metri, la vista ininterrotta sulle Dolomiti (figura a sinistra).
Costalovara (Wolfsgruben) e il riflesso degli alberi 🏞️
A metà del tragitto, il trenino si ferma a Costalovara. Scendi qui per una deviazione nella natura più incontaminata.
Con una facile passeggiata di dieci minuti arriverai al Lago di Costalovara (figura a destra), un piccolo specchio d’acqua alpino circondato da un fitto bosco di conifere.
L’acqua è balneabile (e freschissima), perfetta per rinfrescare i piedi, ma il vero spettacolo è il riflesso degli alberi sulla superficie immobile del lago.
È il luogo ideale per sedersi su una panchina di legno e godersi il silenzio.


Collalbo (Klobenstein) e i giganti di argilla ⛰️
Il capolinea del nostro trenino è il vivace borgo di Collalbo.
Una volta scesi, l’itinerario prosegue a piedi con una passeggiata panoramica (il sentiero 24) che in circa mezz’ora vi condurrà a una delle meraviglie geologiche più bizzarre d’Italia: le Piramidi di Terra.
Si tratta di altissimi pinnacoli di argilla morenica, sormontati da un masso che fa loro da “cappello”, proteggendoli dall’erosione della pioggia.
Osservare questi giganti precari, che si stagliano contro il cielo blu e le vette dolomitiche, è una visione che lascia senza fiato.
L’alto Adige nel piatto – Tra canederli, schlutzkrapfen e strudel 🥟
In Alto Adige, l’altitudine mette un sano appetito e la cucina di montagna non delude mai. Vicino alle piramidi di terra o tornando verso Collalbo, fermati in uno dei Buschenschank (le tradizionali osterie contadine) per ordinare questi capolavori:
- I canederli (Knödel): il comfort food per eccellenza. Grosse sfere di pane raffermo, latte e uova, arricchite con Speck locale o formaggio di malga. Puoi gustarli rigorosamente in brodo saporito (perfetti se l’aria si fa particolarmente frizzante) o asciutti, serviti su un letto di cavolo cappuccio o con abbondante burro fuso ed erba cipollina.
- Schlutzkrapfen (Mezzelune): dei ravioli a forma di mezzaluna ripieni di spinaci e ricotta, conditi con una colata generosa di burro fuso nocciola e scaglie di parmigiano. Una forchettata di pura morbidezza e sapore montano.
- Lo strudel di mele: non puoi lasciare l’altopiano senza aver affondato il cucchiaino in una fetta tiepida di strudel. Pasta sottilissima, mele croccanti, pinoli, uvetta, profumo di cannella e, se sei fortunato, una colata di salsa alla vaniglia ad accompagnare il tutto.
Conclusioni 🎟️
Viaggiare sul Trenino del Renon non è semplicemente uno spostamento da un punto A a un punto B. È un ritorno a una dimensione in cui il viaggio stesso è una scoperta, in cui il rumore del ferro sui binari fa da metronomo ai nostri pensieri e i polmoni si riempiono di bosco.
Ad agosto, il vero lusso non è trovare un metro quadro libero in spiaggia, ma infilarsi un maglioncino al tramonto ammirando le montagne che si tingono di rosa.
E tu, sei team mare a tutti i costi o, almeno ad agosto, subisci anche tu il fascino del “cool-cationing” in alta quota? Raccontaci nei commenti quale sarà il tuo rifugio dalla calura estiva!
E se l’idea di unire treni storici e piatti fumanti ti ha conquistato, iscriviti alla nostra newsletter. Io e Teresa stiamo già cercando nuove itinerari e nuove pietanze da raccontare qui su ‘A un cucchiaio dal mondo‘.
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