Non vedi l’ora di sperimentare sulla tua pelle il proverbiale mal d’Africa? Scopri un itinerario in Botswana di due settimane all’insegna dello slow travel: mokoro, branchi di elefanti e cene sotto le stelle.
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Indice dei contenuti 🇧🇼
- Editoriale 🪶
- Quando partire per il Botswana? 🗓️
- Cosa portare con te in Botswana 🧳
- Checklist pre-partenza ✔️
- Itinerario in Botswana: 14 giorni nel cuore dell’Africa 🧭
- A un cucchiaio dal Botswana – Tra seswaa, pap e morogo 🍛
- Affidarsi agli esperti – Logistica e lodge 🛏️
- I maestri del safari: Game Drive e guide d’eccellenza 🚙
- Conclusioni 🎫
Editoriale 🪶
Ci sono viaggi che trasformano radicalmente il modo in cui guardiamo il mondo, e l’Africa australe ha questo esatto potere. Per comprendere davvero la magia del bush, bisogna sapersi fermare.
In questa guida, io e Teresa ti accompagniamo nel cuore pulsante di uno dei paesi più incontaminati del pianeta: il Botswana. Dimentica le corse frenetiche in fuoristrada: un itinerario in Botswana richiede almeno due settimane per essere vissuto con la giusta lentezza.
Scivoleremo silenziosi sulle acque del Delta dell’Okavango in mokoro, ascolteremo la sinfonia notturna della savana, ci affideremo ai migliori custodi del territorio e ci siederemo attorno al fuoco per scoprire i sapori ancestrali della tradizione locale.
Speriamo possiate godervi questo viaggio alla scoperta del Botswana.
Gaetano Del Gaiso & Teresa Trezza

Il Botswana è un miracolo geografico e un capolavoro di conservazione ambientale.
Qui, le acque di un fiume maestoso non raggiungono mai l’oceano, ma si disperdono tra le sabbie del Kalahari, dando vita a un labirinto d’acqua esplosivo di biodiversità.
Questo santuario naturale esige rispetto e tempo: nella savana l’orologio cede il passo al ritmo del sole e alle abitudini della fauna selvatica.
Da viaggiatori, prima ancora di poter progettare un itinerario logico per la destinazione che abbiamo intenzione di visitare , ci chiediamo sempre quale potrebbe essere il periodo migliore per farlo.
E dunque, qual è il periodo migliore per visitare il Botswana?
Scopriamolo insieme nella prossima sezione.
Quando partire per il Botswana? 🗓️
Il Botswana non conosce mezze misure: il clima stravolge letteralmente il paesaggio, dettando i movimenti degli animali e il ritmo dei safari.
- La stagione secca (da maggio a ottobre): è il momento d’oro per i fotosafari. Il cielo è terso, le piogge assenti e l’erba bassa. La fauna si raduna in massa attorno alle fonti d’acqua permanenti, garantendo avvistamenti eccezionali. Attenzione all’escursione termica: di giorno si sta in maniche corte, ma all’alba le temperature possono crollare vicine allo zero!
- La “Green Season” (da novembre ad aprile): l’estate australe porta forti piogge pomeridiane, trasformando il paesaggio riarso in un’esplosione di verde lussureggiante. L’erba alta disperde gli animali, ma è la stagione prediletta dai fotografi per i cieli drammatici, la nascita dei cuccioli e l’arrivo di immensi stormi di uccelli migratori.
Ora che sappiamo quando partire, scopriamo insieme cosa portare con noi in questo itinerario di quattordici giorni alla scoperta del Botswana nella prossima sezione.
Cosa portare con te in Botswana 🧳
Preparare la valigia per il Botswana richiede pragmatismo. Ricroda la regola d’oro dei bush flights: viaggiate leggeri e usate rigorosamente sacche morbide senza ruote rigide (massimo 15-20 kg).
Ecco cosa non può mancare per vivere l’Africa in totale comfort.
Vestiti a cipolla (e con i colori giusti) 🧢
- Tinte neutre: opta per beige, kaki, verde oliva e marrone. Evitate assolutamente il nero e il blu scuro (attirano le fastidiose mosche tsetse) e il bianco (riflette troppo la luce e si sporca di polvere rossa in un secondo).
- La regola degli strati: l’escursione termica nel deserto e nella savana non fa sconti. Vi serviranno t-shirt in cotone traspirante per il mezzogiorno infuocato, ma anche un pile pesante, un berretto e una giacca antivento per i gelidi game drive all’alba sulle jeep aperte.
- Scarpe e comodità: un paio di scarponcini leggeri e rodati (indispensabili per i walking safari e le passeggiate con i boscimani) e pantaloni lunghi leggeri per proteggersi da rami e insetti durante le escursioni a piedi.
Il kit del viaggiatore attento 🔦
- Protezione totale: il sole africano non perdona, nemmeno in inverno. Cappello a tesa larga, occhiali da sole polarizzati e crema solare ad alta protezione sono vitali per le ore centrali.
- Scudo contro gli insetti: un repellente forte (a base di DEET) e abbigliamento a maniche lunghe da indossare non appena il sole cala all’orizzonte.
- Luce portatile: una torcia frontale è essenziale per muoversi in sicurezza lungo i sentieri dei campi tendati dopo il tramonto o per leggere sotto le coperte.
L’attrezzatura per catturare la magia 📸
- Accorciare le distanze in totale sicurezza: un binocolo di ottima qualità (almeno un 8×42). Spesso la differenza tra scorgere un leopardo appisolato o fissare semplicemente un albero sta tutta lì.
- Fotografia: una macchina fotografica con un buon teleobiettivo (gli smartphone faticano moltissimo con gli animali in lontananza), una memory card capiente, batterie di scorta e un powerbank, poiché l’elettricità nei campi tendati ecosostenibili è spesso limitata.
- Il taccuino: indispensabile per appuntare i sapori del Seswaa gustato nel boma, i suoni uditi nella notte e le emozioni a caldo, trasformando ogni giornata in materiale prezioso per i vostri racconti.
Checklist pre-partenza ✔️
Prima di partire per l’Africa australe, è opportuno verificare con attenzione alcuni aspetti pratici fondamentali:
- Passaporto e formalità d’Ingresso: i cittadini italiani che viaggiano per turismo non necessitano di visto per soggiorni inferiori a 90 giorni. Il passaporto deve possedere almeno 6 mesi di validità residua dalla data prevista di rientro e almeno 3 pagine completamente libere.
- Salute e profilassi: non sono richieste vaccinazioni obbligatorie per chi proviene direttamente dall’Italia (il certificato di febbre gialla è richiesto unicamente se si transita da paesi endemici). Nelle aree umide dell’Okavango e del Chobe la profilassi antimalarica è fortemente raccomandata: è sempre opportuno effettuare una consulenza preventiva presso il proprio servizio di medicina dei viaggi.
- Assicurazione sanitaria: è indispensabile stipulare una polizza medica completa che includa espressamente l’evacuazione sanitaria d’emergenza tramite aereo o elicottero, vista la notevole distanza delle concessioni dai centri ospedalieri.
- Regola del bagaglio morbido: sui voli interni operati da piccoli aeromobili da turismo è tassativamente vietato l’uso di trolley rigidi con telaio o ruote sporgenti. È richiesto l’impiego esclusivo di borsoni morbidi e comprimibili, con limiti di peso che solitamente non superano i 15-20 kg complessivi (bagaglio a mano incluso).
Bene, ora che abbiamo esaurito tutti gli hot topics di cui parlare prima di partire, scopriamo insieme l’itinerario di quattordici giorni alla scoperta del Botswana che abbiamo progettato appositamente per te.
Itinerario in Botswana: 14 giorni nel cuore dell’Africa 🧭
Giorni 1-4: Maun e il delta dell’Okavango – La danza dell’acqua 🛶
Il punto di partenza è Maun, la capitale dei safari.
Da qui, il modo più suggestivo ed efficiente per raggiungere i campi tendati incastonati nelle concessioni private è un volo panoramico su piccoli velivoli da turismo (bush flights): sorvolare a bassa quota questo reticolo di canali, scorgendo i branchi di elefanti che si muovono tra le isole, regala una prospettiva sulla fauna e sulla flora di questo angolo di mondo indimenticabile.
Una volta atterrati sulla pista in terra battuta, i motori si spengono: l’esperienza da non perdere è l’uscita in Mokoro, la tradizionale imbarcazione guidata a pertica da un poler locale.
Scivolare a pelo d’acqua tra ninfee giganti, nel silenzio interrotto solo dal richiamo delle aquile pescatrici, incarna la forma più pura di mobilità dolce.
Avendo più giorni a disposizione, allaccia gli scarponcini per un walking safari: esplorare il bush a piedi, guidati dai tracker locali, vi permetterà di imparare a leggere le orme fresche, riconoscere gli odori della salvia selvatica e percepire la savana senza il filtro di una jeep.
Per gli amanti della fotografia, invece, molti campi organizzano spettacolari voli in elicottero senza portiere, perfetti per immortalare i labirinti d’acqua dall’alto.
Giorni 5-8: la Riserva Moremi – A tu per tu con i predatori e night drive 🌌
Ci si sposta ora verso la Moremi Game Reserve, dove i canali lasciano spazio a boschi di mopane e savane aperte. Le giornate sono scandite dai classici fotosafari all’alba e al tramonto.
Ma la magia non si esaurisce con il calare del sole. Soggiornando nelle concessioni private adiacenti (come la rinomata area di Khwai), potrai partecipare ai night drive.
Equipaggiati con fari a luce rossa che non disturbano gli animali, andrete alla ricerca dei predatori notturni in piena attività: leopardi a caccia, iene, genette e il rarissimo pangolino.
Nelle ore centrali più calde, fermatevi nei capanni mimetizzati (hide) per dedicarvi al Birdwatching, scoprendo centinaia di specie di uccelli coloratissimi.
Giorni 9-11: Makgadikgadi Pans – Il silenzio delle Saline e i segreti dei Boscimani 🏜️
Un nuovo volo verso sud-est conduce alle Makgadikgadi Pans, i resti di un antichissimo lago prosciugato. Davanti agli occhi si apre una distesa bianca punteggiata dalle sagome di baobab millenari.
Una delle esperienze che desideriamo suggerirti per questa nuova tappa è lo sleep-out: addormentarsi con il letto posizionato all’aperto sulla crosta di sale, ammirando una volta celeste priva di inquinamento luminoso.
Al mattino, una delle attività che davvero non vorresti perderti è l’incontro con i suricati: queste simpatiche colonie sono abituate alla presenza umana e, se vi siederete immobili sulla sabbia, non è raro che vi usino come “torre di vedetta” salendovi letteralmente in testa o sulle spalle!
Dedica, poi, un pomeriggio a una Bushman Walk, una passeggiata in compagnia dei San (i boscimani), per scoprire come trovare acqua nelle radici e apprendere tecniche di sopravvivenza millenarie.
Giorni 12-14: Chobe National Park – Nel regno degli pachidermi 🦣
Il viaggio si conclude a nord, nell’area di Kasane. Il Chobe National Park ospita la più alta densità di elefanti dell’intero continente.
Oltre alle escursioni a terra su fuoristrada, l’attività più suggestiva è la navigazione fluviale pomeridiana sul fiume Chobe per osservare intere famiglie di pachidermi fare il bagno al tramonto.
Nei giorni successivi, alterna il tramonto con un’uscita in barca all’alba: vedere la nebbia che si alza dall’acqua mentre il fiume si risveglia è pura poesia.
Se ami i ritmi lenti, cimentati nella pesca al tiger fish (praticata rigorosamente in modalità catch and release), lasciandovi cullare dolcemente dalla corrente.
A un cucchiaio dal Botswana – Tra seswaa, pap e morogo 🍛
In Botswana, sedersi a tavola è un atto che riavvolge il nastro della storia umana. Dopo ore trascorse a inseguire tracce nella polvere, con l’adrenalina degli avvistamenti ancora viva e il vento caldo della savana sulla pelle, il calo del sole segna l’inizio del rito più intimo del viaggio.
La gastronomia qui non cerca l’artificio, ma l’essenza. È una cucina ruvida e sincera, profondamente legata alla terra e, soprattutto, al calore del fuoco.
Ogni sera, quando l’oscurità inghiotte il paesaggio e i suoni della notte prendono il sopravvento, ci si ritrova tutti nel boma — il tradizionale recinto circolare all’aperto, un tempo usato per proteggere il bestiame dai predatori e oggi cuore pulsante dei campi tendati.
È qui, illuminati solo dalla luce danzante delle fiamme, con la volta stellata sopra la testa e il profumo pungente della legna di mopane che arde, che i ritmi rallentano definitivamente. Ci si siede in cerchio per condividere i racconti del safari e per onorare piatti cotti con una pazienza d’altri tempi.

Cosa mangiare in Botswana? 🥘
- Il rito del sundowner: in Africa non esiste safari pomeridiano che non si concluda fermando la jeep in mezzo alla savana. Il cofano si trasforma in un bancone e, mentre il sole rosso infuoca l’orizzonte, si sorseggia un classico Gin Tonic (la bevanda storica dei pionieri contro la malaria) o un bicchiere di liquore ammarala ghiacciato.
- La cena nel coma e il seswaa: la sera ci si ritrova nel boma attorno al fuoco. È il momento del seswaa, carne di manzo o capra stufata per ore in pesanti pentole di ghisa (potjie) sui tizzoni, fino a diventare tenerissima.
- Pap e morogo: il piatto è sempre accompagnato dal Pap (una densa polenta di mais bianco) e dal Morogo (spinaci selvatici saltati). Si mangia rigorosamente con le mani, raccogliendo i succhi con piccole palline di polenta.
- Sosta gastronomica a Maun: consigliamo una tappa da Marc’s Eatery, un locale informale nel verde che valorizza ingredienti del territorio con proposte fresche, perfetto tra un volo e l’altro.
Affidarsi agli esperti – Logistica e lodge 🛏️

La pianificazione logistica nel bush richiede grande perizia, specialmente per coordinare voli interni, permessi e soggiorni sostenibili. Ecco i punti di riferimento più affidabili per organizzare la parte strutturale del viaggio:
- Desert & Delta Safaris: realtà storica tra le più radicate, gestisce circuiti completi con strutture distribuite strategicamente tra il Delta dell’Okavango e il Chobe, coordinando internamente i trasferimenti aerei tra le varie piste.
- Machaba Safaris: ideale per chi predilige campi intimi e dal fascino classico in stile safari d’epoca, con un’attenzione meticolosa alla sostenibilità e all’integrazione con l’ambiente naturale (in particolare nelle concessioni di campi Khwai – figura a sinistra).
- Sense of Africa (Botswana): destination management company locale di prim’ordine, indicata per chi desidera un itinerario su misura che combini trasferimenti aerei, guide private e differenti tipologie di lodge.
I maestri del safari: Game Drive e guide d’eccellenza 🚙
La riuscita di un fotosafari dipende dalla sensibilità, dall’esperienza e dalla preparazione etica delle guide sul campo. Per vivere game drive di altissimo profilo, questi operatori rappresentano l’eccellenza:
- Wilderness: nata in Botswana negli anni ’80 come baluardo della tutela territoriale, offre accesso a vaste concessioni private esclusive. Garantisce uscite in totale riservatezza senza sovraffollamento di veicoli, guidate da ranger professionisti direttamente coinvolti in progetti di conservazione della fauna.
- &Beyond: riconosciuta a livello internazionale per la qualità formativa delle sue guide, istruite in accademie dedicate. I loro tracker combinano abilità di tracciamento e capacità narrativa scientifica, operando secondo un modello virtuoso che reinveste proventi a supporto delle comunità locali.
- Letaka Safaris: punto di riferimento per gli appassionati di safari itineranti (Mobile Tented Camps). Perfetta per chi cerca un’immersione essenziale e avventurosa, guidata da esperti tracker locali con una profonda conoscenza delle dinamiche del bush.

Conclusioni 🎫
Un itinerario in Botswana di due settimane non è una semplice vacanza: è una lezione di ascolto e armonia con la natura. Scivolare tra i canali dell’Okavango e addormentarsi cullati dal ruggito dei leoni regala un senso di riconnessione profondo, lontano da ogni fretta.
Sei più affascinat* dalla navigazione silenziosa nel Delta, dall’idea di dormire sulle saline sotto le stelle o dal rito del Gin Tonic al tramonto? Raccontacelo nei commenti e iscriviti alla newsletter per esplorare il mondo, rigorosamente a passo lento, insieme a noi!
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